Isole Eolie | Cinque compagni di barca… da evitare assolutamente per una crociera in barca a vela
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Cinque compagni di barca… da evitare assolutamente in crociera

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Cinque compagni di barca… da evitare assolutamente in crociera

Eccovi cinque velisti-tipo da evitare di imbarcare in crociera se non volete che una vacanza si trasformi in inferno. Li avete mai avuti a bordo?

Quest’estate avete intenzione di lanciarvi in una crociera in barca a vela? Prima di ogni dettaglio tecnico (tipo di imbarcazione, attrezzatura, etc) dovrete valutare attentamente l’equipaggio. Ovvero, i vostri compagni di avventura. Fate attenzione, perché un gruppo eterogeneo e affiatato vi garantirà una vacanza indimenticabile, viceversa finirà a botte o, proprio come nella foto sopra, a uomo in mare. Ci siamo divertiti a stilare una lista di cinque tipologie di compagni di barca da evitare assolutamente se volete passare una crociera tranquilla.

1. L’ORGANIZZATORE

Solitamente è un manager, ingegnere o ragioniere. Prima di salpare ha già organizzato un vero e proprio calendario di tutte le attività, sa perfettamente cosa si farà, quando e dove. Assegna i ruoli a ogni membro dell’equipaggio, sulla base di presunte (da lui) predisposizioni. Potrebbe mettere vostro figlio di nove anni in cucina e vostra moglie incinta all’albero, se lo ritiene opportuno. Prende in considerazione gli imprevisti (dalla rottura della stecca inferiore della randa al rubinetto del bagno di prua che gocciola) e predispone già le alternative, portandosi dietro una cassetta degli attrezzi da far invidia a Leroy Merlin. Un ragionier Filini della navigazione. Un po’ di organizzazione ci vuole, ma l’inaspettato fa parte della vela, per diamine!

2. L’INFORMATICO

Questo genere di nerd della navigazione, se non tenuto a bada, trasformerà la vostra barca in una Sylicon Valley galleggiante: poiché “senza wifi a bordo oggi non si vive” (a detta sua), cablerà l’incablabile e il vostro quadrato assomiglierà più alla sede Apple di Cupertino. In teoria, grazie a lui potrete visualizzare sul vostro smartphone dati di navigazione con l’interfaccia NMEA, stato dei motori, gestire la rotta e persino costringere il rollafiocco a farvi il caffè. In teoria, perché puntualmente, una volta salpati, la geniale rete wireless creata dall’informatico imploderà perché non si dispone di sufficiente energia per alimentarla. Il nostro passerà così l’intera crociera a smoccolare cablando, ricablando e spegnendo e accendendo gli strumenti.

3. IL PIGRO

Il pigro in realtà non è così pigro. Spende più energie a fare finta di essere impegnato che a esserlo veramente. Quando state per ormeggiare e vi serve un uomo che prenda la trappa o scenda a terra a lanciarvi le cime, il pigro scenderà in bagno vittima di una finta colica, se vi serve una mano per dare i terzaroli sarà sottocoperta a smanopolare sul tavolo da carteggio. E’ inoltre uno strenuo seguace del “Già che sei lì”. Se qualcuno riemerge da sottocoperta, il pigro lo spedirà nuovamente sotto con frasi-tipo quali: “Già che sei lì, mi passi l’acqua?” o “Già che sei lì, potresti prendermi la crema da sole?”. Se lo rimproverate, farà l’offeso, quindi l’unica tecnica è chiedergli di fare un lavoro diverso da quello che in realtà vi servirebbe. Se dovete mettere a posto le cime in pozzetto, chiedetegli di scendere sottocoperta a prendervi la cerata: “Eh mi dispiace, ora devo riordinare le cime in pozzetto”.

4. IL COUTTS DE NOANTRI

Lo beccate subito, il Russell Coutts de Noantri. Si presenta il giorno della partenza per una crociera di tre settimane con una microborsa ipertecnica, pantaloni attillati in lycra e scarpette da derivista olimpico. Immancabili gli occhiali ultima moda da Coppa America e lo spray-top ultratraspirante. Sale a bordo con un gesto atletico (rifiuta per principio le passerelle, pesano troppo), si piazza al timone e comincia a dare ordini per avere una barca e un equipaggio performanti perché, secondo lui, “anche in crociera bisogna saper andare veloci per risparmiare tempo”. Una volta tirate su le vele, “bacchetta” il vostro amico elettricista che è alla sua prima esperienza in barca perché la balumina della randa, in cima, rifiuta troppo, costringe vostra moglie a sdraiarsi in coperta per agevolare il profilo idrodinamico dell’imbarcazione. Vi lancia occhiatacce minatorie se vi rilassate un attimo. Quando incontra un’altra barca sulla sua rotta, diventa una belva, considerandosi ingaggiato anche a 15 miglia di distanza. Di solito viene scaricato al primo scalo o, nel peggiore dei casi, viene abbandonato in mezzo al mare sulla zattera di salvataggio.

5. IL PESCATORE

Pericolosissimo, si presenta in barca munito di sedici diversi tipi di canna da pesca, seggiolino per il big game d’altura e una volta fuori dal porto vi costringerà a mantenere un’andatura a motore di 2-3 nodi nonostante ci sia un bel vento al lasco perché “il rumore del motore attira tonni e lampughe” e “a basse velocità il rapalà, ho letto (ma dove??!!), è più efficace”. Morale della favola: impiegherete 12 ore per percorrere il tratto da Genova a Portofino. Senza, ovviamente, prendere un pesce. E sarà pure colpa vostra, perché “non avete seguito alla perfezione la rotta che ti avevo detto e non hai fatto dietrofront quando ho visto saltare quel branco di acciughe a 2 miglia di distanza”.

Fonte: giornaledellavela.com